Biossido di azoto, un nuovo supero, il 4º nel 2019
Mercoledì 27 febbraio la centralina di Corso Europa, a Genova, ha misurato, tra le 8.00 e le 9.00, 248μg/m3 di biossido di azoto. Lo rende noto l’agenzia regionale Arpal.
È la quarta volta nel 2019, spiegano all’Arpal che si registra un valore orario superiore ai 200 μg/m3: non deve succedere per più di 18 volte in un anno. I precedenti superi si erano registrati il 26 gennaio (213 μg/m3), il 14 febbraio (201) e il 15 febbraio (221).
Questi i limiti previsti per il biossido di azoto (NO2) dalla normativa vigente, il D. Lgs. n. 155 del13/8/2010 e da non superare per punto di monitoraggio:
– Valore limite orario: 200 μg/m3 da non superarsi più di 18 volte per anno civile;
– Valore limite annuo: 40 μg/m3
– Soglia di allarme: 400 μg/m3 per tre ore consecutive.
Ecco il grafico con l’andamento del biossido di azoto nella centralina di corso Europa nella giornata di mercoledì 27 febbraio.

Definizione e fonti principale
Il biossido di azoto è una molecola fortemente reattiva composta da un atomo di azoto e da due atomi di ossigeno. Proprio in quanto fortemente reattiva entra in numerose reazioni chimiche che portano alla formazione di altri inquinanti, tra i quali l’ozono. Il biossido di azoto si forma in ambienti ad alta densità energetica (alte temperature), come ad esempio nelle combustioni di origine antropica, ma anche all’interno dei fulmini.
Per quanto riguarda la combustioni, in particolare, il biossido di azoto di forma soprattutto in condizioni di alta disponibilità di ossigeno rispetto alla disponibilità di combustibile. In queste condizioni l’ossigeno disponibile, favorito dalle alte temperature, si lega alle molecole di azoto, abbondantemente presenti nell’aria, dando origine prima al monossido di azoto e, in seguito, al biossido di azoto.
Proprio per queste sue caratteristiche, il biossido di azoto viene prodotto soprattutto dal traffico, il particolare dai motori Diesel, e dalle centrali di produzione di energia elettrica. Dato che la maggior parte del biossido di azoto (NO2) nasce come monossido di azoto (NO), un rapporto NO/NO2 alto è un indicatore di vicinanza alle sorgenti che lo emettono.
Effetti sulla salute
Proprio in quanto fortemente reattiva, la molecola di biossido di azoto è un agente irritante. Esplica questa azione a livello delle mucose delle vie respiratorie, sia a livello nasale che bronchiale ed è inoltre precursore, in presenza di forte irraggiamento solare, di una serie di reazioni secondarie che determinano la formazione di tutta quella serie di sostanze inquinanti note con il termine di “smog fotochimico”. Il biossido di azoto può anche dare origine ad acido nitrico (HNO3) e, sotto questa forma, contribuire all’acidificazione delle piogge e degli specchi d’acqua.


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